


Protagonista è Tommaso (Riccardo Scamarcio), piacente trentenne espatriato nella Capitale, figlio minore di una discussa famiglia della piccola imprenditoria pugliese, che rientrato dapprima a Lecce per un ordinario soggiorno a denti stretti fra parenti indisponenti e un padre-padrone cui Ledda dedicherebbe volentieri un pugno di capoversi, opta infine per un outing roboante e insperato, bissando non senza indugio l'omo-nima dichiarazione del fratello (Alessandro Preziosi).


"Non farti mai dire dagli altri chi devi amare e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre": sono le parole irriducibili e senza biasimo della lucidissima nonna di Tommaso (Ilaria Occhini), golosa vecchia suicida di casa Cantone che con il giovane nipote in balia di un padre prevaricatore disingannato e una madre cortese ultraconservatrice condivide il rammarico di un amore sfrattato.
Fra contingenze tragicomiche e piccati botta&risposta di vago gusto tognazziano, le bombe che Ozpetek lancia al suo pubblico eterogeneo e divertito sono, in verità, ordigni erranti e disinnescati sul terreno minato di un pregiudizio puritano e antiprogressista dalla miccia cortissima. VOTO: 7,5
L.F.