lunedì 12 aprile 2010

Gemelli al parco


Scatti curiosi, punti di vista insoliti, stranezze, dettagli, profili: inviateci a stradanoveblog@gmail.com le vostre immagini più accattivanti della Modena più ignota, per non trascurare il trascurabile.


Foto di Luca Fiorini

venerdì 9 aprile 2010

Gli appuntamenti del weekend a Modena


Concerti, sushi party, balli revival, improvvisazione teatrale, reading e spettacoli di prosa. Su Stradanove.net tutti gli appuntamenti "giovani" del fine settimana (9-10-11 aprile 2010).

giovedì 8 aprile 2010

A tavola con i figli dello Yukon di Scappini


Sabato 10 aprile 2010, alle ore 18.00, inaugura a Modena presso la Galleria Punto Arte in via Caselline 15, la mostra "A tavola con i figli dello Yukon" di Mattia Scappini. Promossa da Punto Arte e dall'Ufficio Giovani d'Arte del Comune di Modena, l'esposizione prosegue una collaborazione avviata da tempo tra una galleria privata e un ufficio del Settore Cultura specializzato nella promozione dell'arte e della creatività giovanile, con l'obiettivo di valorizzare le opere dei giovani artisti del territorio.

Grazia Tassi, curatrice del testo critico della mostra, sottolinea che "Il lavoro di Mattia Scappini è, al tempo stesso, illusorio e sincero, ingannevole e rivelatore, definitivo e possibilista. Comunque spiazzante. Soggetto dei dipinti ad olio, spesso composti a dittico o a trittico, sono territori dell’irreale [...], elementi che, accostati in successione, creano allora luoghi, o meglio non luoghi, aprono e chiudono spazi presunti, fittizi, che diventano protagonisti delle tele".

Della mostra, che resterà aperta fino al 27 aprile, è presente una scheda sul sito di Giovani d'Arte.

Orari: 16.30-19.30 chiuso lunedì e giovedì
Info: Galleria Punto Arte, tel. 059.226694 galleria@punto-arte.eu
Ufficio Giovani D'Arte tel. 059.2032604 giovanidarte@comune.modena.it

martedì 6 aprile 2010

All'arembaggio di via Scudari


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Foto di Luca Fiorini

venerdì 2 aprile 2010

Mine vaganti: le "bombe intelligenti" di Ferzan Ozpetek

“Cinquantamila” non sono solo le lacrime intonate da Nina Zilli nella colonna sonora voluta dal regista e sceneggiatore di Istanbul, ma anche, arrotondando per eccesso, i momenti di ilarità che infarciscono l'ultimo copione del Ferzan de “Il bagno turco”, fra squisite mine ignoranti – pardon: vaganti – che delle vecchie fate di nove anni addietro conservano la caustica gaiezza, smezzandone la zavorra.

Protagonista è Tommaso (Riccardo Scamarcio), piacente trentenne espatriato nella Capitale, figlio minore di una discussa famiglia della piccola imprenditoria pugliese, che rientrato dapprima a Lecce per un ordinario soggiorno a denti stretti fra parenti indisponenti e un padre-padrone cui Ledda dedicherebbe volentieri un pugno di capoversi, opta infine per un outing roboante e insperato, bissando non senza indugio l'omo-nima dichiarazione del fratello (Alessandro Preziosi).

E quello stesso bicchiere che nel 2001, sibillino sul finale del set, cade senza infrangersi ai piedi di una emule e tremule Margherita Buy preannunciando il confidato ritorno di una persona amata, compare nuovamente qui, integro ed eloquente più che mai, a risuonare col rintocco bucante di un cucchiaino per richiamare l'attenzione dei presenti sgrassandone i sospetti, le coscienze, i convincimenti.

"Non farti mai dire dagli altri chi devi amare e chi devi odiare. Sbaglia per conto tuo, sempre": sono le parole irriducibili e senza biasimo della lucidissima nonna di Tommaso (Ilaria Occhini), golosa vecchia suicida di casa Cantone che con il giovane nipote in balia di un padre prevaricatore disingannato e una madre cortese ultraconservatrice condivide il rammarico di un amore sfrattato.

Fra contingenze tragicomiche e piccati botta&risposta di vago gusto tognazziano, le bombe che Ozpetek lancia al suo pubblico eterogeneo e divertito sono, in verità, ordigni erranti e disinnescati sul terreno minato di un pregiudizio puritano e antiprogressista dalla miccia cortissima. VOTO: 7,5

L.F.

Gli appuntamenti del weekend a Modena


Concerti, sushi party, balli revival, improvvisazione teatrale, reading e spettacoli di prosa. Su Stradanove.net tutti gli appuntamenti "giovani" del fine settimana. (2-3-4 aprile 2010).

giovedì 1 aprile 2010

Viaggiando verso la Ghirlandina


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Foto di Luca Fiorini

venerdì 26 marzo 2010

Gli appuntamenti del weekend a Modena


Concerti, sushi party, balli revival, improvvisazione teatrale, reading e spettacoli di prosa. Su Stradanove.net tutti gli appuntamenti "giovani" del fine settimana. (26-27-28 marzo 2010).

L' "indispensabile" cantiere di Via Sant'Agostino


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Foto di Luca Fiorini

giovedì 25 marzo 2010

"Vedo la gente morta... E la psicalanizzo!" È arrivato Valter Buio

Miniserie e Star Comics. Due termini che oggi più che mai suonano antitetici, soprattutto dopo la chiusura anticipata, a due numeri dalla conclusione (senza un reale perché - almeno ufficialmente - e soprattutto senza un finale), di Trigger, non un fumetto memorabile, certo, ma un esperimento che qualche elemento interessante lo presentava.

Eppure la Star ci riprova (i lettori si fideranno?), e propone tra marzo e aprile addirittura 3 miniserie, diverse per contenuti e autori coinvolti (e, almeno sulla carta, per qualità): VALTER BUIO di Alessandro Bilotta, FACTOR-V di Sergio Stivaletti e PINKERTON S.A. di Andrea Aromatico.

Se il fumetto targato Stivaletti si annuncia, stando ai primi commenti, come una pallida ripresa dei tanti luoghi comuni vampireschi, rimescolati senza troppa inventiva (e con banalità a pioggia), e Pinkerton S.A., presentato come un modern-western dai forti connotati horror, potrebbe risultare una piacevole sciocchezzuola, Valter Buio, psicoanalista che per 90 euro a seduta riceve le anime in pena di coloro che dopo la morte restano ancorati a una vita terrena (avete detto Ghost Whisperer? Beh, siamo da quelle parti ma senza le tet... ehm, il corpo di Jennifer Love Hewitt a dominare le inquadrature), è invece, almeno per il primo numero, un buon lavoro.

Sarà l'ambientazione romana, saranno le debolezze del protagonista (il rapporto con la ex moglie, quello con la bottiglie, la paura degli insetti) che lo umanizzano e lo rendono poco supereroe, sarà il ritmo che Bilotta riesce a dare a tutta la storia... insomma, l?esordio è più che apprezzabile.


Poi, certo, l'albo ha una soluzione finale affrettata e alcuni "cambi di scena" un po' troppo veloci, ma si legge bene e vien voglia di segnarsi sull'agenda la data di uscita del numero 2. Cosa che non succede per Factor-V... Voto: 7 G.S.

venerdì 19 marzo 2010

Gli appuntamenti del weekend a Modena


Concerti, sushi party, balli revival, improvvisazione teatrale, reading e spettacoli di prosa. Su Stradanove.net tutti gli appuntamenti "giovani" del fine settimana. (19-20-21 marzo 2010).

giovedì 18 marzo 2010

Freeman e Damon capitani d'anime in "Invictus"

La pacatezza contagiosa, il piglio meditativo, l’ostinazione composta, l’umanità indiscriminata, la benevolenza, il dovere, la concretezza. Morgan Freeman ci racconta in questi termini il Nelson Mandela di “Invictus”, mirabilissima figura cardine nel biographical drama diretto dall’ex cowboy di Sergio Leone che ricostruisce, con riconfermata abilità eastwoodiana, un insolito e incisivo capitolo di storia del Sud Africa, pretestuoso al superamento dell’apartheid: la Coppa del Mondo di Rugby del 1995.

Liberato nel ’94 a seguito di una carcerazione durata ben 27 anni e riscattata con il riconoscimento del premio Nobel per la pace, a seguito della vittoria alle elezioni presidenziali Madiba sogna la riunificazione del suo popolo per la creazione della “nazione arcobaleno” in nome della fine delle politiche separatiste di segregazione razziale.


Intravedendo nel collettivo sentimento di partecipazione sportiva la prima e più conveniente occasione di conciliazione interna fra etnie, Mandela non inizia la ricostruzione unitaria del Paese dalle poltrone governative di una tribuna politica bensì dagli spalti dell’ Ellis Park Stadium di Johannesburg, in quella seguitissima finale di rugby del 24 giugno ’95 in cui la squadra sudafricana degli Springbok, bandita dal campionato sin dagli anni ‘80 per motivi di discriminazione razziale, trionfa sui temuti avversari All Blacks, mettendo a segno il primo punto per la riedificazione dell’intera nazione.



In un continuo avvicendarsi di attimi di individualità e momenti corali, soprusi sventati e fratellanze compiute, Freeman restituisce a Mandela il temperamento, l’espressività e la mitezza della sua leadership, non meno di quanto faccia Matt Damon come attore non protagonista nei panni di quel Francois Pienaar al comando della squadra sudafricana, cui Madiba insegnerà ad essere “padrone del proprio destino e capitano della propria anima”. VOTO: 10




mercoledì 17 marzo 2010

Il tempo immobile in Via Emilia centro


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Foto di Stefania Natali